lunedì 30 gennaio 2012

NUOVA VERSIONE



                       THE HOLY ZEN.WORDPRESS



Internazionale - Al Jazeera

Yuan o non yuan, questo è il problema

Inchieste del New York Times

In China, Human Costs Are Built Into an iPad.


Apple ha raggiunto un fatturato da record, diventando l’azienda con il più alto valore in borsa al mondo. Per sostenere il ritmo della domanda dei suoi prodotti, ha deciso di produrli in Cina. A scapito delle condizioni di lavoro delle persone che lavorano nelle catene..



Tim Cook responds to claims of factory worker mistreatment: “We care about every worker in our supply chain”

Tim Cook, amministratore delegato dell’azienda californiana, ha scritto un’email ai dipendenti in risposta all’articolo del New York Times che accusa la Apple di maltrattare i lavoratori delle sue fabbriche in Cina.

domenica 29 gennaio 2012

Pazzie Editoriali

Il Giornale: A NOI SCHETTINO, A VOI AUSCHWITZ

Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo già letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell’Olocausto, quantomeno è di cattivo gusto. È vero, noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan Fleischauer (autore dell’articolo) di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni. Erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio. E nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno. A differenza nostra, che di passeggeri ne abbiamo salvati 4.200 e di ebrei, all’epoca della sciagurate leggi razziali, centinaia di migliaia. Era italiano anche Giorgio Perlasca, fascista convinto, che rischiò la vita per salvare da solo oltre 5mila ebrei. È vero, noi italiani siamo fatti un po’ così, propensi a non rispettare le leggi, sia quelle della navigazione che quelle razziali. I tedeschi invece sono più bravi. Li abbiamo visti all’opera nelle nostre città obbedire agli ordini di sparare su donne e bambini, spesso alla schiena. Per la loro bravura e superiorità hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l’Europa. 




Questa è un estratto della risposta che un direttore di giornale ha sentito di dover dare ad un articolo che probabilmente non ha letto. Alessandro Sallusti usa, con un'onestà intellettuale invidiabile, il terribile passato nazista della Germania per rispondere alle accuse velate di codardia che, attraverso il dramma della Concordia e la pessima figura del Comandante Schettino, il giornale tedesco Der Spiegel commuta all'Italia intera.



                             






venerdì 27 gennaio 2012

Jacob Olesen è Bohumil

http://www.teatrionline.com/2012/01/jacob-olesen-e-bohumil/

Un corpo nudo di donna, una peonia, una granita di lampone che schizza via dalle mani, una tavola imbandita. Sono lì davanti agli occhi, eppure in scena non c’è nulla. Solo un grande spazio nero, un uomo in livrea, una valigia, nient’altro. continua...

mercoledì 25 gennaio 2012

The Burning Ear - Blog che propone una selezione della migliore musica in rete.

The Burning Ear
And on the eighth day the Lord (of the Internet) said “Let there be a music blog that is not such a shit-show, that finds only the best tunes and delivers them to me in a timely and moderately entertaining manner.” And then I said, “Oh, you don’t know about The Burning Ear? Duh.”


The Burning Ear is a music blog for people who don’t have time for music blogs. TBE sifts through tons of new music and bring the best of the best right here. TBE focuses on new music but we aren’t about the bleeding edge, the next big thing, or the “new” new (There are plenty other music blogs for that). While other music blogs pillage through the interwebs to shove new updates out, TBE is only about the good stuff. The top notch. The tunes you will find here are tried and true and more than likely will come from an album full of similarly fantastic jams. With that in mind, TBE may even talk about a band you have already heard of like 5 weeks ago. Relax! Not everyone is so on top of their shit! Anyway, welcome. We are stoked to have you here.

Imaging-resource.com

Imaging-resource.com 

Portale di fotografia. Informazioni tecniche sulla strumentazione, gallerie fotografiche con un concorso giornaliero che premia la migliore foto del giorno.

  
                                                     Curious
                                              Mike Landwehr

Louis Armstrong - Grassa e Bella

Teatro: 
Roma, debutta domani 'Il mio nome e' Bohumil' con Jacob Olesen

LiberoQuotidiano.it

venerdì 20 gennaio 2012

Appunti di crisi


RAPPORTO CENSIS: “SENZA INNOVAZIONE NON C’E’ CRESCITA”.

Il rapporto annuale sulla situazione sociale del paese, elaborato dal Censis e diffuso lo scorso 2 dicembre, ha analizzato le cause del ristagno economico che, accompagnato dalla negativa congiuntura economica internazionale, caratterizza e distingue il nostro paese rispetto alle altre economie europee. Carenza di leadership,  abbassamento della qualità professionale, formazione inadeguata e crisi dei servizi i limiti individuati dal Centro Studi Investimenti Sociali.

Il sistema-Italia non cresce più, e non cresce oramai da dieci anni. Il Censis, nel suo rapporto annuale, traccia alcune linee interpretative della situazione economico-sociale del nostro paese. Gli indicatori utilizzati dalla ricerca individuano dei settori in deficit della nostra struttura produttiva che, comparati con gli standard europei, collocano l’Italia alle ultime posizioni nello sviluppo globale delle economie occidentali. Lo studio parte dall’analisi della classe dirigente del Paese: “Poche donne, età media elevata, qualificazione formativa non eclatante: le tre caratteristiche osservate, insieme alla contrazione della dimensione complessiva, indicano che la debolezza delle classi dirigenti è un fenomeno attribuibile non esclusivamente ai comportamenti dei vertici più elevati – afferma il Censis -, ma che si estende all’intero strato sociale di riferimento”. La classe dirigente italiana si è ridotta nel numero (100.000 unità), nella componente giovanile (Da 210.000 a 170.000 unità in termini assoluti), nella stima percepita (Solo un quarto dei cittadini italiani dichiara di avere fiducia nelle principali istituzioni rappresentative; non va meglio per quanto concerne sindacato, stampa, televisione, giustizia), in controtendenza rispetto al resto d’Europa.

La classe dirigente risente comunque di carenze strutturali che hanno radici ancor più profonde: se già nel quinquennio di espansione economica 2000-2005 l’Italia cresceva solo del 5%, nell’intervallo decennale 2000-2010 la crescita scende al 4%, contro i 22,7% della Spagna e l’11,9% della Francia. Per il Censis “tale dinamica è stata sicuramente condizionata dalla qualità della crescita occupazionale registratasi in Italia negli ultimi anni, che ha visto aumentare i lavori a bassa o nulla qualificazione a scapito di quelli più qualificati sotto il profilo professionale e formativo”. La mancanza di strategie imprenditoriali di ampia gittata, un’ampia area di attività sommerse, la mancata crescita nei settori dell’economia a più alto valore aggiunto, come i servizi - basti pensare al decremento nell’ambito delle attività legate al commercio e al turismo del 2,4% - in cui l’Italia ha le potenzialità per agire da primo della classe, oltre alla scarsa propensione ad innovare del pubblico e del privato, si traducono così in  “carenza di investimenti, immobilismo del mercato del lavoro, ma anche incapacità di cavalcare le nuove e più spinte dinamiche che investono i mercati”. L’Italia risulta così essere un paese sottodimensionato strutturalmente, vittima di politiche di corto raggio e di una tendenza conservatrice che investe tutti i settori.

L’analisi termina soffermandosi sulla formazione nel nostro paese: “Il sistema educativo italiano non sembra ancora riuscire a rispondere adeguatamente alle molteplici esigenze espresse dal tessuto sociale ed economico”. Come affermato in precedenza, l’Italia non ha investito abbastanza, o lo ha fatto male, nella formazione di lavoratori specializzati: lauree triennali, percorsi formativi post-diploma non universitari, apprendistato, percorsi di istruzione e formazione professionale, istituti tecnici da una parte hanno moltiplicato l’offerta, mentre dall’altra si confrontano con una domanda di lavoro in gran parte non correlata a nessun livello d’istruzione. Significativo è quindi il problema della spendibilità dei titoli di studio. L’Italia detiene in Europa il triste primato della disoccupazione tra i laureati; inoltre coloro che fortunatamente trovano occupazione risultano sottoinquadrati rispetto al titolo di studio posseduto.

Sono segnali preoccupanti quelli lanciati dal Censis. Denotano innanzitutto il fallimento delle politiche del lavoro e dell’istruzione, imputabili alla classe dirigente degli ultimi venti anni. Scarsa lungimiranza politica, resistenza della classe imprenditoriale all’innovazione, tagli lineari a servizi come trasporto pubblico locale, comparto sicurezza, scuola pubblica e politiche sociali, errori strategici nella pianificazione industriale regalano l’immagine di un’Italia arretrata e fuori fuoco. Il rapporto fornisce comunque importanti indicazioni, fondate su innovazione e istruzione, per agire nell’immediato futuro e correggere la rotta in direzione del ruolo da protagonista che il nostro paese deve interpretare in Europa.

Die Tageszeitung - Le vere tragedie del mare

Controverso articolo del giornale tedesco. Mette l'accento sulle disparità di copertura mediatica tra la tragedia della Costa Concordia e le morti che ogni anno condannano migliaia di immigrati che cercano una via di fuga dai loro paesi.

Le vere tragedie del mare - Presseurop - Die Tageszeitung